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San Polo, Amici del circo preoccupati per la crisi PDF Stampa E-mail
martedì 11 novembre 2014

(Un momento della serata organizzata dagli Amici del circo)

Il presidente Mocellin: «È impossibile non notare le presenze sempre più ridotte durante gli show»

 

Nella maggior parte dei membri del club «Amici del circo» la passione per l'arte circense è nata in tenera età, quando assistevano con occhi sgranati alle prodezze che si svolgevano nello «chapiteau». Sotto al grande tendone colorato, per molti di loro è stato amore a prima vista: un amore fortissimo e genuino, che ancora oggi li accompagna e li spinge a organizzare eventi unici come quello svoltosi ieri in via Borgosatollo.
Il 41° raduno nazionale del club si è svolto nell'area attrezzata di San Polo, dove l'American Circus di Enis Togni, in cartellone fino a questa sera, ha aperto le proprie porte agli appassionati del mondo di trapezisti e domatori di tigri per una giornata incentrata sul futuro dell'arte circense in Italia e nel mondo. Presenti all'appello non solo i membri bresciani, ma anche soci provenienti da tutta Italia.
«La crisi che stiamo vivendo si sta rivelando letale per moltissime imprese che si occupano di intrattenimento, primi fra tutti i cinema, che hanno visto un calo delle vendite di biglietti che si aggira attorno al 50 per cento - ha sottolineato l'avvocato Francesco Moccellin, presidente del club nato nel giugno 1969 -. Nonostante il circo cerchi di difendersi, è impossibile non notare le presenze sempre più ridotte durante gli spettacoli. Anche nei circhi che hanno fatto la storia nel nostro paese, come l'American Circus, nato nel 1963, che quest'anno ha deciso di offrire i propri spazi per il raduno».
IMPOSSIBILE APRIRE nuovi circhi, così come è sempre più difficile scommettere sulle neonate imprese. «Le grandi famiglie circensi cercano di sopravvivere puntando sulla qualità e un ritorno alle origini - ha aggiunto Moccellin -. Anche se oltre alla crisi, molti altri sono i problemi che queste realtà devono affrontare, primo fra tutti l'escalation animalista che si sta facendo sempre più sentita e diffusa». Una situazione che sicuramente divide e continua a far discutere, ma che è anche frutto di una realtà, quella del nostro Paese, dove il circo non ha mai goduto del rispetto e della stima dei quali invece gode all'estero.
A sostenerlo è Ezio Torchiani, socio bresciano del club Amici del circo che, con la moglie Paola, ha costruito negli anni una straordinaria collezione a tema che può vantare anche un circo in miniatura e tanti altri oggetti rari: «L'arte circense è per molte persone un culto e una passione che meriterebbero d'essere incentivati a livello statale».

Arianna Lenzi
 
da bresciaoggi
 

 
Ecco l'articolo 'cartaceo' inviatoci gentilmente da Ezio e Paola Torchiani
 
 
Ed ecco quello che presentava il nostro raduno
 
 

Ringraziamo 'Brescia Oggi' per l'attenzione riservataci. Magari potevano scegliere un'altra immagine! E' proprio quella del momento di raccoglimento per le persone scomparse e non esprime certo lo spirito della giornata. Comunque Grazie!
E grazie ancora agli Amici Ezio e Paola Torchiani
 
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